Non ce l’ha fatta il famoso giornalista televisivo e autore dopo un malore: è morto il noto Roberto Arditti i cui organi saranno donati.
Nelle scorse ore alcuni media avevano parlato della morte del famoso giornalista Roberto Arditti, salvo poi tornare sui propri passi spiegando come, in realtà, l’uomo stesse combattendo tra la vita e la morte. Ora, putroppo, la conferma: il famoso volto anche televisivo non ce l’ha fatta. La commissione medica nominata dalla direzione dell’ospedale San Camillo Forlanini ha confermato il suo stato di morte cerebrale ed è quindi stato constatato il decesso del giornalista, autore e conduttore radiofonico.

La morte di Roberto Arditti: addio al giornalista
Roberto Arditti, giornalista, autore e consulente di comunicazione, è morto all’ospedale San Camillo Forlanini. L’uomo è stato oggetto di alcune notizie uscite troppo presto dopo che alcuni media ne avevano annunciato il decesso anticipatamente facendo così divulgare la notizia inesatta. Arditti dall’1 aprile era ricoverato nel nosocomio romano in terapia intensiva dopo aver avuto un malore, presumibilmente un arresto cardiaco. La sua situazione era molto grave tanto da esserne constata la morte cerebrale.
La verità sul decesso e la donazione degli organi
Adesso, la conferma sul decesso è arrivata direttamente dalla direzione dell’ospedale della Capitale: “La commissione medica nominata dalla direzione dell’ospedale ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti. È stato quindi constatato il decesso. I supporti vitali vengono comunque mantenuti, in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente. La famiglia chiede a tutti il massimo rispetto della privacy”.
Tra i tanti messaggi di cordoglio dei colleghi, anche quello del mondo della politica. Ignazio La Russa, per esempio, ha detto: “In queste ore abbiamo sperato in un miracolo che purtroppo non è arrivato. Se ne va una persona perbene, un uomo di profonda cultura e figura autorevole del giornalismo e della comunicazione istituzionale. Nel corso della sua lunga carriera, Roberto ha posto la sua intelligenza e la sua professionalità anche al servizio del Senato della Repubblica, lasciando un segno indelebile nel dialogo tra informazione e istituzioni”.